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Archivio Ebraico Terracini

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Patrimonio

Il Marchese Cav. Guglielmo De Levy - Il Marchese Cav. Guglielmo De Levy - Dopo la guerra

Indice
Il Marchese Cav. Guglielmo De Levy
Testamento
Due codicilli particolari
Il Marchese Cav. Guglielmo De Levy - Dopo la guerra

Dopo la guerra

Il 9 novembre 1945, a guerra conclusa, quando lo scenario politico mondiale era radicalmente mutato, De Levy aggiunse ancora un codicillo, questa volta pubblico, redatto dal notaio Venanzio Ferraris di Bardonecchia nel parlatorio dell’Istituto Ricovero Vecchi Opera Mons. Rosaz di Susa. L’atto aveva lo scopo di confermare il testamento olografo scritto ormai più di cinque anni prima («Confermo il mio precedente testamento olografo depositato a mani del Comm. Dario Disegni Rabbino Capo della Comunità Israelitica di Torino, che è l’unico testamento da me redatto») e di inserire però, «atteso il decesso dello esecutore testamentario Comm. Avv. Ettore Ovazza», l’avvocato Moise Foa, Segretario della Comunità Israelitica e Opere Pie Israelitiche di Torino. A questo seguì immediatamente la redazione di un mandato generale con il quale il marchese nominò Dario Disegni suo procuratore generale.

Il testamento e i codicilli, consegnati a mani di Dario Disegni, furono ancora ufficialmente confermati da una lettera-dichiarazione del 21 luglio 1946. In un’altra lettera recante la stessa data e sempre indirizzata al rabbino Disegni il marchese dichiarava «che in un momento di persecuzione durante l’anno di clandestinità, per salvare tutta la mia roba ho accettato contro la mia volontà, pro forma il battesimo cattolico». Con lo scritto consegnato a Disegni il marchese «in pieno [sic] coscienza sconfesso ed annullo questo mio atto, poiché voglio essere considerato ebreo e morire da ebreo ed essere sepolto quando il Signore mi chiamerà a Sé, in un cimitero ebraico».

e Dario Disegni lesse un discorso commemorativo