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Archivio Ebraico Terracini

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Patrimonio

Il Congresso rabbinico del 1950 - I relatori e il programma

Indice
Il Congresso rabbinico del 1950
L'idea
L’organizzazione
I relatori e il programma
Il programma e l’Unione
I partecipanti
La cerimonia inaugurale
Il ricevimento
I temi discussi
Le mozioni

I relatori e il programma

Una bozza del programma fu stilata nei primissimi giorni del gennaio 1950, a seguito del colloquio avuto fra Dario Disegni e David Prato:

«domenica 12 marzo ore 16 Inaugurazione … nel “Bèd Akenesced” Oratore Prato
ore 21 Ricevimento dei congressisti
Lunedì 13 ore 9 “Problemi riguardanti l’istruzione, i giardini d’infanzia, le scuole elementari, secondarie, cultura per gli adulti” relatore Prato
ore 15 “Problemi di vita spirituale-servizi sinagogali-siddur-parascià-tefillod-cerimonie liete e tristi-tutela sacro patrimonio” relatore Disegni
ore 18 “Collegio rabbinico italiano-seminario D. Almagià” relatore Toaff Livorno
martedì 14 ore 9 “Rapporti fra lo Stato d’Israele e la “Golà”-“Rabbinato nei riguardi della gioventù” Relatore Toaff Venezia
ore 15 “Applicazione degli art. 5 e 9 della Legge sulle Comunità israelitiche italiane – Propaganda alla radio – Comunità minori” relatore avv. G. Ottolenghi
ore 20 Cerimonia di chiusura”»

Questa prima bozza era destinata ad essere notevolmente modificata. Molto fu ancora discusso per via epistolare fra Disegni e Prato e alcune variazioni al programma furono fatte a pochi giorni dall’avvio dei lavori: aumentarono i relatori coinvolti e variarono in parte i temi; in particolare, fu quasi da subito abolita la relazione in merito agli articoli 5 e 9 della legge sulle Comunità, su richiesta esplicita dell’Unione.

Dalle prime lettere, del gennaio 1950, si apprende che Disegni avrebbe voluto affidare una relazione anche ad Astorre Mayer, ma che il Prato dubitava della possibilità che Mayer, sempre molto impegnato, accettasse la proposta (lettera di Prato a Disegni, 4 gennaio). Viceversa, il rabbino capo di Roma proponeva: «Fra le persone da convocare aggiungerei anche il Prof. Joseph Colombo» (lettera di Prato a Disegni, 5 gennaio), ciò che ribadiva in un’altra lettera del 12 gennaio. 

E aggiungeva sinteticamente il 19 gennaio:

«… Toaff: d’accordo per il Collegio e le piccole Comunità.
Antisemitismo: ti ripeto che non terrei all’ordine del giorno …
Sera di domenica: meglio dedicarla alla riunione amichevole. La commemorazione di Ben. Si farà lunedì mattina.
Belgrado: mi sembra esagerato, del resto fate voi.»

Disegni rispondeva positivamente su Colombo: «Prendo nota del nome di Joseph Colombo per invitarlo (anzi non credi che se fosse il caso affidargli la trattazione di qualche problema p.e. La diffusione della cultura attraverso audizioni alla radio, pubblicazioni di carattere divulgativo o qualche cosa di simile)» e aggiungeva: «Fra gli invitati penso che dovremo includere anche Uzzielli. Non so cosa pensare di Fernando Belgrado» (lettera di Disegni a Prato, 19 gennaio).

Lo stesso 19 gennaio il rabbino Disegni inviava una lettera al rabbino Elia S. Artom a Gerusalemme: «Non so se già Le sarà giunta la notizia che a Dio piacendo nel prossimo Adar per iniziativa... Ovvie le ragioni che ci spingono a promuovere questo raduno. Immaginerà certo gli argomenti principali che dovremo trattare e già d’accordo con Prato di Roma abbiamo designato alcuni relatori che dovranno riferire sopra temi già assegnati.

Preziosa sarebbe per noi la Sua collaborazione per la buona riuscita del convegno; purtroppo dalle notizie che ho anche recenti dai Suoi Cari da qui, sembra ancora lontana la probabilità di averla vicino a noi. Per cui dovendo rinunziare alla Sua presenza al Convegno, si desidererebbe, e questo lo chiedo anche a nome di Prato che fa parte con me del Comitato organizzatore, avere da Lei suggerimenti, consigli, proposte od altri. Lei quanto noi conosce le condizioni dell’Ebraismo italiano quindi ha competenza assoluta per suggerire i mezzi più acconci per risollevare, se è possibile, le condizioni spirituali di questi nostri fratelli...».

Sulla scia delle differenze di vedute con l’Unione, in una lettera datata 22 gennaio Prato sottoponeva a Disegni varie osservazioni e rispondeva al quesito sollevato da Elio Toaff di Venezia, che Disegni aveva sottoposto anche a lui, sul taglio da dare alla propria relazione dedicata ai rapporti fra Israele e la Golà: «A Toaff risponderei che egli può parlare di tutto quello che vuole meno che dei rapporti politici. È soprattutto dell’influenza spirituale che Israele dovrebbe avere sulla Golà sulla quale egli potrà insistere, sullo scambio di maestri, sulla cordialità di rapporti, sull’invio di materiale cultuale e culturale, sui viaggi che dovrebbe essere dato ai rabbini di fare periodicamente in Israele, sul dovere della Golà d’imporsi una tassa annua per i bisogni d’Israele ecc. ecc.».

A fine gennaio fu coinvolto Paolo Nissim di Padova, su suggerimento di Prato: il 24 Disegni gli scrisse per affidargli la relazione sulla “Diffusione della cultura presso la gioventù”, in un primo tempo pensata per Elio Toaff. Come si vede da una lettera del 30 mandata da Prato, Nissim accettò: «… Sono contento che Nissim abbia accettato: gli consiglierei d’insistere sui campeggi organizzati però su basi tradizionali, Zofim, riunioni ecc.».

All’inizio di febbraio la questione della distribuzione dei temi sembrava definitivamente risolta, come leggiamo in una lettera inviata al rabbino capo di Torino da Prato: «ho avuto occasione oggi di parlare con Toaff di Livorno e siamo rimasti d’accordo che egli farà la relazione sull’Istruzione elementare e media ed io quella sul Collegio Rabbinico Italiano. Naturalmente tanto l’uno che l’altro parteciperemo alle discussioni sulle reciproche relazioni.» (9 febbraio).

 

Ciononostante, a metà febbraio le questioni aperte erano ancora molte, come leggiamo in una lettera di Prato del 15:

«… faccio seguito alla lettera di ieri per inviarti la ormai quotidiana epistola.
Vertenza Toaff: ti prego spedire il materiale a Friedenthal: ne parleremo a Torino e vedremo di sbrigare la faccenda che è assai dolorosa.
Ghelima Derabanan: sono contrario perché come ebbi già occasione di dirti ne uscirebbe una carnevalata... meglio è che ciascuno vesta la redingote e un berretto...
Stampa estera: se vuoi proprio che scriva io rimandami il testo e l’elenco dei giornali...
Direttore Israel: visto che Torino possiede un corrispondente a me sembra che sia sufficiente.
Mezuzoth: te ne farò spedire 10 e tu poterai fare avere i denari direttamente alla Comunità.
Sierra: se non mancherà il tempo approvo.».

Nel frattempo veniva sollevato un altro problema, quello del coinvolgimento del Schaumann di Milano. In una lettera del 17 Disegni rifletteva con l’avv. Ottolenghi di Milano, consigliere nominato dall’Unione in seno alla Fondazione:

«[…] Da tutti i rabbini invitati al congresso abbiamo ricevuto l’adesione, l’unica eccezione è il Dr. Schaumann. Ricollegando questo fatto con quello che Lei mi diceva circa il mancato incarico di relatore dato al suddetto mi fa dubitare che questo sia la causa del silenzio dello Schaumann. Nel frattempo io ho scritto a Toaff-padre per chiedergli se accettando lui di dare la commemorazione di Benamozegh fosse stato disposto a rinunziare alla relazione scolastica nel quale caso volentieri l’affiderei a Schaumann. Ma se poi questi non accettasse verrebbe fuori un bel pasticcio [...]».

In effetti si conserva anche la minuta della lettera scritta il giorno prima 16 febbraio da Disegni ad Alfredo Toaff di Livorno, in cui il rabbino torinese chiedeva espressamente al collega: «Mi si protesta perché si sarebbe dovuto affidare a Schaumann di Milano di trattare l’argomento dell’istruzione elementare e media quale preside del maggior istituto ebraico in Italia. Ora dunque ammesso come spero che tu accetti di essere l’oratore per la commemorazione di Benamozegh e che tu dovresti trattare altri due argomenti e cioè istruzione elementare e media e comunità minori ti chiedo in via strettamente fraterna se credessi fosse il caso di cedere l’argomento...». Toaff aveva risposto: «… La sola informazione che tu mi dai, che qualcuno avrebbe voluto che si fosse affidata ad altri la trattazione del tema istruzione è per me ragione più che sufficiente per rinunciare a trattarlo io. Non senza però deplorare l’inframmettenze inopportune di chi, in questioni che non sono di competenza sua, dovrebbe mantenersi estraneo.

Per la commemorazione di Benamozegh ho già scritto quattro e cinque giorni fa a Colombo che la faccia lui, come in un primo tempo gli era stato scritto, e che io mi limiterei ad aggiungere qualche parola.

Così a me rimarrebbero le Comunità minori. Data però l’importanza non capitale del tema, che chiunque altro potrà trattare anche senza precedente preparazione, e la possibilità non lontana che, poco soddisfatto dell’indirizzo che le trattative per l’organizzazione del Convegno hanno assunto, non certo per colpa tua, io rinunzi ad intervenire, ti prego di non inserire il mio nome nel programma fra i relatori …».

Messo evidentemente con tempestività al corrente di come si avviavano le cose, anche Prato, come riferisce a Disegni in una lettera del 19 febbraio, aveva scritto ad Alfredo Toaff: «ho scritto un lungo espresso a Toaff dicendogli che scelga lui quello che vuole ma che per l’amor del cielo non faccia scherzi perché non intervenendo lui il Convegno non avrà luogo. Speriamo che si convinca. Nel caso tenesse duro sarebbe bene trovarci a Livorno per la commemorazione. Verrei anch’io per quanto sarebbe un sacrificio. Tu poi potresti passare il Sciabbat a Livorno e venire qui Domenica. [...]».

Alfredo Toaff rispondeva il 20 febbraio a Disegni: «[...] Mi dispiace proprio di aver dato preoccupazione a te, di cui ho sempre apprezzato l’amicizia leale e l’affetto sincero, ma pur devi essere convinto che non ho torto. Avevo già rinunciato a preparare la relazione sull’istruzione e avevo chiesto notizie sull’indirizzo […]. Ma poiché il materiale richiesto non mi è ancora arrivato, il tempo stringe, e mi mancano ancora molti dati per parlare dell’argomento con piena cognizione di causa, bisogna che rinunci in ogni modo.
Allora, parlerò, prima o dopo Colombo, di Benamozegh insegnante e farò la relazione sulle Comunità minori alla quale puoi aggiungere, se credi, biblioteche e archivi.

Chi ha già ricevuto il primo programma del convegno penserà – vedendo questi cambiamenti – che sia stato io a cedere a Prato la relazione sul Collegio, e Prato a cedere a Schaumann quella sull’istruzione elementare e media.».

Il 23 febbraio il problema sembrava risolto: «Superate non lievi difficoltà sono riuscito a mettere le cose a posto nei riguardi dei relatori al Convegno. Toaff rinunzia spontaneamente di trattare l’argomenti Istruzione e media per affidarla a Schaumann. Iersera ho spedito un espresso a Schaumann per dargli l’incarico anche a nome di Prato... Le scrivo appunto perché si metta in rapporto subito con Schaumann e se questi facesse difficoltà cerchi Lei di fare le maggiori pressioni affinché accetti». (lettera di Disegni a Ottolenghi) Schaumann accettò.

Nell’archivio si conserva anche notizia di una relazione sulla musica sinagogale, che però, apparentemente, non fu mai letta: l’aveva trasmessa di propria iniziativa a Disegni il dottor Raoul Elia di Milano, all’inizio di marzo.