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Archivio Ebraico Terracini

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Patrimonio

Il Congresso rabbinico del 1950 - I partecipanti

Indice
Il Congresso rabbinico del 1950
L'idea
L’organizzazione
I relatori e il programma
Il programma e l’Unione
I partecipanti
La cerimonia inaugurale
Il ricevimento
I temi discussi
Le mozioni

I partecipanti

Una delle prime questioni discusse fra Disegni e Prato fu il coinvolgimento dei maskilim. David Prato in una lettera del 4 gennaio 1950 scriveva: «Non sono d’accordo con voi nell’escludere i cosiddetti Capi Culto che poi si riducono a uno, se ben mi appongo, il Coen di Napoli: forse si potrebbe escluderli dal diritto di voto se votazione ci sarà. Non mi sembra opportuno, anche loro hanno una certa responsabilità non priva di noie…». Lo stesso ribadiva in una lettera scritta il giorno dopo, 5 gennaio.

I rabbini furono ufficialmente invitati con lettere raccomandate. Si conservano alcuni elenchi in bozza dei rabbini coinvolti, che erano:

Relles di Trieste,
Prato di Roma,
Sacerdoti di Viareggio,
Toaff di Venezia,
Pavoncello di Verona,
Lattes di Modena,
Coen di Napoli,
Nissim di Padova,
Schaumann di Genova,
Toaff di Livorno,
Friedenthal di Milano,
Leoni di Ferrara,
Massiah di Firenze,
Uzzielli di Firenze,
Lattes di Siena,
Jerahmiel di Roma – Collegio Rabbinico,
Prof. Joseph Colombo – Milano,
Frostig Adler Roma – Collegio Rabbinico,
Sierra di Bologna,
Ancona di Acqui

Furono inoltre invitati i presidenti delle Comunità, i presidenti delle più importanti istituzioni ebraiche e diverse personalità di spicco del mondo culturale ebraico italiano; tutti, però, senza diritto di voto. In archivio si conservano svariate lettere in risposta agli inviti.

Della sistemazione dei partecipanti si occupò principalmente il consigliere Moise Foa: gli ospiti furono in parte alloggiati all’hotel Majestic, in parte al Suisse, in parte al Genio, con rimborso totale delle spese per i rabbini.