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Archivio Ebraico Terracini

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Patrimonio

Il Congresso rabbinico del 1950 - Il ricevimento

Indice
Il Congresso rabbinico del 1950
L'idea
L’organizzazione
I relatori e il programma
Il programma e l’Unione
I partecipanti
La cerimonia inaugurale
Il ricevimento
I temi discussi
Le mozioni

Il ricevimento

L’idea di un ricevimento fu per la prima volta espressa dal presidente Disegni nella lettera del 19 gennaio: «Sto pensando di organizzare una delle due sere in cui i congressisti saranno a Torino un ricevimento possibilmente in una casa privata e nella seconda sera un concerto ben inteso di carattere esclusivamente ebraico. Cosa ne pensi?».

Già in questa lettera Disegni prevedeva che il ricevimento potesse seguire, come poi nei fatti fu, la seduta inaugurale.
Il ricevimento – preceduto da un pranzo riservato ai congressisti, organizzato nell’orfanotrofio di via Lombroso alle 19.30 – fu allestito in un locale della scuola, al primo piano dello stabile di via Sant’Anselmo, e iniziò alle 21.30. In archivio si conservano vari elenchi degli invitati, una minuta dell’invito alla cerimonia inaugurale e una minuta dell’invito al ricevimento.

Una descrizione della seduta inaugurale e dei festeggiamenti seguiti si legge nella bozza, in parte manoscritta e in parte dattiloscritta, di quello che sembra un resoconto destinato alla stampa:

«Dinanzi ad un pubblico affollatissimo, di più di mille persone, fra cui il Vice Sindaco On.le Dott. Casalini, il Vice Prefetto avv. Beretta, il Pastore Valdese, si è inaugurato il 12 corr. al Tempio Maggiore di via Pio V 12, tutto infiorato e illuminato a giorno, il Convegno Rabbinico Italiano, di iniziativa della Fondazione Marchese Cav. Guglielmo De Levy. A questo Convegno partecipano 17 Rabbini di tutte le Comunità, il Presidente e alcuni Consiglieri dell’Unione delle Comunità Italiane, Presidenti e consiglieri di tutte le singole Comunità e alcune fra le personalità più eminenti dell’ebraismo italiano.
[...]
Dopo la cerimonia gli intervenuti trovarono accoglienza nella sede dell’Orfanotrofio dove era stata approntata una cena alla quale hanno partecipato gli Ecc.mi rabbini e le personalità intervenute in rappresentanza delle varie comunità [...]
Nella serata i congressisti sono stati ospitati nella sala del convegno dove è stato offerto un sontuoso ricevimento, al quale hanno partecipato, oltre agli ospiti, parecchi [sic] centinaia di correligionari torinesi invitati, che si sono intrattenuti sino a tarda ora.
[...]
Il cantore Fernando Belgrado ha intrattenuto i presenti con alcuni canti palestinesi. [...] Il maestro Modena ha suonato il piano insieme al maestro Guido Bachi».