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Archivio Ebraico Terracini

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Patrimonio


I rabbini piemontesi e il Congresso Israelitico di Firenze.

Tra riforma e tradizione: nuove fonti per la storia del dibattito (1867-2017)

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I Congressi

Le comunità

I Rabbini

  • Lelio Cantoni (1801 - 1857): la corrispondenza ufficiale di Cantoni getta luce sulla complessa eredità del principale fautore dell’emancipazione degli ebrei italiani
    • L’emancipazione degli ebrei del Regno di Sardegna (1848)
    • Il progetto per un Nuovo Regolamento Economico delle comunità ebraiche
    • L’accusa del sangue a Damasco (1840)
    • Il culto
  • David Terracini (1811-1892): il contributo del rabbino di Asti ai dibattiti sul progetto per un Concilio rabbinico, di cui si fece portavoce ai Congressi di Ferrara e Firenze, come emerge dalla sua corrispondenza privata.
  • Marco Momigliano (1825-1900): le lettere personali del rabbino di Bologna gettano luce su questa figura di conservatore in costante lotta contro le derive di una società ebraica secolarizzata.
  • Marco Mortara (1815-1894): una delle voci più autorevoli nei dibattiti sorti intorno ai Congressi, in particolare su tema del Concilio rabbinico, la figura del rabbino di Mantova è osservata alla luce di alcuni documenti in parte già noti, in parte inediti.
  • Beniamino Artom (1833-1879): la corrispondenza ufficiale risalente al periodo in cui era rabbino a Saluzzo tratteggia il profilo di una figura energica, che spese molte delle proprie energie nella promozione dell’educazione religiosa.
  • Emilio Donato Bachi (1815-1885): i documenti di Saluzzo portano alla luce l’intervento del rabbino sulla questione del divorzio e del matrimonio tra consanguinei, discussa al Congresso di Ferrara.